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Alitalia, quello che altre forze politiche non dicono...

...divise tra chi attacca i lavoratori, chi i sindacati autonomi, chi attacca tutti sperando nel fallimento, esercitandosi nella caccia ai presunti privilegi in uno degli sport preferiti dagli italiani, quello di denunciare i vantaggi altrui nascondendo i propri. Nessuno ricorda che Alitalia non crolla oggi, ma lentamente, in anni di gestioni fallimentari e clientelari, di continue marchette. Alitalia che licenzia, prepensiona, ma che continua ad assumere; Alitalia che regala pubblicità ovunque, anche sulla meno letta delle riviste politiche, tutte, da destra a sinistra; Alitalia che paga milioni di euro ogni anno a praticamente tutte le società di consulenza e revisione, che stilano piani industriali fallimentari, mortificando o perlomeno neanche valutando il proprio personale. Alla fine anche la più stakanovista delle puttane, a forza di fare marchette si spompa...

Merito a Casapound per l'iniziativa.

                   

Questa mattina, Lunedi 15 settembre, in 40 città italiane, militanti di CASAPOUND ITALIA hanno riempito le principali fontane di bottiglie contenenti messaggi di aiuto. Messaggi di aiuto delle vittime dell'affondamento di Alitalia: i lavoratori che rischiano il licenziamento e le loro famiglie. La colpa della situazione di sfacelo della compagnia di bandiera è da attribuirsi esclusivamente alla politica e alla gestione clientelare di Alitalia. Alcuni dipendenti hanno avuto sì privilegi, ma non saranno di certo questi a pagare. Ad essere licenziati saranno come sempre i più vulnerabili e chi non ha “santi in paradiso”. Ma in tutto il paese si propaganda l'idea che la colpa sia dei dipendenti. Per mettere contro lavoratore e lavoratore, padri di famiglia contro padri di famiglia. Nessuno fra i dirigenti pubblici con stipendi da sei zeri che negli anni hanno contribuito al fallimento della compagnia pagherà mai. Nessun politico verrà colpito per aver usato Alitalia come “cosa propria”. Perché il progetto è sempre lo stesso: distruggere l'impresa pubblica per poi svendere ai soliti privati del capitalismo straccione italiano. Un film già visto che ha portato l'Italia a non avere più il controllo di telecomunicazioni e autostrade e che rivedremo ancora, quando si tratterà di svendere ferrovie e sanità pubblica. Invitiamo gli italiani ad aprire gli occhi e a solidarizzare con i lavoratori Alitalia che vivono in questi giorni ore drammatiche. Li invitiamo a riflettere su una nazione che non ha più una sua compagnia di bandiera e che ha perso il ruolo conquistato con gli immensi sacrifici degli italiani che ci hanno preceduto.

Gianluca Iannone
www.casapound.org

Pubblicato il 16/9/2008 alle 9.59 nella rubrica Politica.

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