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27 agosto 2008

Un'altra città è possibile...

...come l'amministrazione di Livorno coniuga ideologia e idea di decoro e bellezza della città...si, bellezza...

da Corriere.it


Livorno: giù il cinema futurista, si fa il parcheggio

 

SCOPPIA LA POLEMICA A LIVORNO. anche sgarbi scende in campo

Giù il cinema futurista, si fa il parcheggio

«E le macchine passeranno davanti alla tomba di Smollett, uno dei più grandi scrittori britannici»

LIVORNO - L’ultima ruspa ha fatto arrabbiare anche Vittorio Sgarbi. «Stanno distruggendo una delle testimonianze più importanti dell’architettura cinematografica del Novecento», ha detto il professore. E subito dopo sono arrivate raffiche di proteste, appelli per bloccare il progetto Odeon, ovvero lo smantellamento di uno dei cinema più belli di Livorno, in pieno centro città, progettato dall’architetto futurista Virgilio Marchi.

Il cinema Odeon
Il cinema Odeon
DAL CINEMA AL POSTEGGIO
- L’Odeon, con un finanziamento di 6 milioni di euro, sta per essere trasformato in un posteggio da 600 auto. Un progetto indispensabile per cambiare la viabilità del centro diviso in due dalla chiusura di Piazza Cavour.  Eppure i lavori “salva traffico” per molti sono un oltraggio estetico. E anche in insulto al Futurismo alla vigilia dei festeggiamenti (nel 2009) della nascita del movimento con il famoso manifesto di Marinetti.

COLORE POLITICO - C’è chi poi dà alla “furia demolitrice” una connotazione politica: «Se Marchi avesse avuto la tessera del Pci forse l’Odeon sarebbe stato salvato – sostiene Marcella Amadio, consigliere regionale e comunale di An-Pdl -. Livorno ha salvato il teatro San Marco semidistrutto dai bombardamenti (anche se lo sta conservando nel modo peggiore), ma è riuscito ad abbattere la casa di Mascagni (anche lui con la tessera del Pnf) e a lasciare in assoluto stato di abbandono il mausoleo della famiglia Ciano. C’è quasi una mania iconoclastica, Livorno non riesce a conservare e a mantenere le memorie del proprio passato. Faremo un libro bianco sugli scempi architettonici di questa città». 

L'AUTO DAVANTI ALLA TOMBA DI SMOLLETT - Il progetto parcheggio non interessa soltanto cinema futurista. «Le auto passeranno davanti al cimitero monumentale degli inglesi – spiega Dario Matteoni, ex assessore (Pd) alla Cultura del Comune, storico dell’arte della Sovrintendenza per i beni cultura di Pisa e di Livorno - una testimonianza del Seicento e del Settecento, qui è sepolto Tobias Smollett, uno dei più grandi scrittori e poeti britannici. Nel cimitero arrivarono in visita Dickens e  Cooper». Le ruspe hanno già sventrato la parte posteriore dell’edificio dalla forma rotonda e oggi è rimasto in piedi solo la bellissima facciata. «Che non sarà abbattuta ma valorizzata – spiega Riccardo Vitti, presidente della Spil, la società a maggioranza del Comune che segue il progetto -. Qui nasceranno centri di estetica, uffici, insomma servizi. E’ stata invece abbattuta la parte anonima, senza alcun valore artistico».

LA POLEMICA - L’ex assessore Matteoni non è d’accordo. «Ciò che è stato già abbattuto non era affatto anonimo. Marchi era riuscito a coniugare la funzionalità dell’impianto, l’ottimo assetto acustico con la raffinatezza delle soluzioni architettoniche, particolarmente apprezzabili nel foyer ellittico e nella struttura parabolica di copertura.  Recentemente si è voluto ritrovare nel  cinema livornese memoria del progetto presentato da Marchi nel 1934 al concorso per il Palazzo Littorio, una combinazione di verticalismo e di forme sferiche, tutto segnato da evidente matrice classica».

Vittorio Sgarbi è contrario ad abbattimento e ristrutturazione: «Qualunque intervento cancelli la memoria storica di un edificio architettonico va bloccato. E’ un atto di barbarie, di inciviltà.  Un cinema è il riferimento di una comunità e oltretutto l’Odeon ha una valenza architettonica di prestigio. Trasformarlo in un parcheggio è un atto di barbarie. A Milano hanno abbattuto lo stabilimento Alfa Romeo: aveva 100 anni, ci hanno fatto una rotatoria. Uno scempio».

Quella dell’Odeon sembra un po’ la storia di Nuovo Cinema Paradiso. Con due differenze, sostanziali. La prima è che nel film di Tornatore si abbatte un piccolo e insignificante (ricordi a parte) cinema di paese, a Livorno si cancella uno dei pochi monumenti sopravvissuti a bombardamenti e piani regolatori. La seconda differenza è che l’abbattimento dell’Odeon è reale e non virtuale  come nella pellicola premio Oscar.

L'interno del cinema Odeon
L'interno del cinema Odeon
SCEMPIO ARCHITETTONICO
- L’assalto all’Odeon è solo l’ultimo scempio architettonico nella storia recente di Livorno. Una città martoriata dai bombardamenti e ricostruita in modo pessimo. Le demolizioni eccellenti sono sconcertanti.  Negli anni Settanta si decide di abbattere la casa natale di Mascagni, nella Piazza Cavallotti cuore della città. Al suo posto si costruisce un orribile palazzo rosso.  Non si salva neppure il Politeama, cinema-teatro  dove aveva debuttato Beniamino Gigli, raso al suolo per un altro palazzone senza gusto estetico. E ancora le ruspe abbattono la villa  Attias, mirabile esempio di architettura neoclassica, per costruire un parcheggio sotterraneo e un palazzo dove c’è un grande magazzino.

Poi ci sono le dimenticanze architettoniche. Clamorose. Il teatro San Marco, dove nel 1921 nacque il Pci di Gramsci e Bordiga, non è stato ricostruito e la facciata, l’unica ad essere rimasta in piedi, oggi ospita un asilo. La casa natale di Amedeo Modigliani è stata cancellata dalla toponomastica della città, sino a quando un lodevolissimo privato amante dell’arte, Giorgio Guastalla, l’ha acquistata di tasca propria per salvarla dall’incuria. La casa dove nacque Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti del Novecento, che a Livorno ha dedicato poesie e scritti, è stata dimenticata sino a un anno fa. Oggi è chiusa (appartiene a un privato) ma è stata posta una targa di memoria sulla facciata. E’ poco, ma sempre meglio di una ruspa.


Marco Gasperetti



 




permalink | inviato da paranor il 27/8/2008 alle 9:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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