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12 ottobre 2008
Come per andare più avanti ancora...

La Fortezza chiude i battenti! Era ora! Paranor è stato un approdo sicuro per tanto tempo, ma in occasione del compimento del terzo anno di permanenza da queste parti, è giunto il momento di lasciare queste stanze e rimettersi in viaggio.
Molte cose sono ovviamente cambiate da quando le porte furono riaperte, all’interno come all’esterno; sono mutate le premesse come le conclusioni, i desideri come gli obiettivi, le sensazioni e i progetti.
Anche intorno il tutto è molto differente, e in tempi in cui tutti, tutti si adeguano e pubblicano (pubblicizzano) la propria faccia (identità) e i propri fatti, sgomitando per ritagliarsi una propria cornice digitale quantitativamente più carica possibile sul mare magnum della rete, uno spazio come questo risulta privo di senso, fuori tempo.
Senza alcuna nostalgia è ora più che mai il momento di riprendere con la consapevolezza e l’entusiasmo che ci regalano un sorriso beffardo, la strada del Bosco, dell’Anarca di Junger e di Montag,
Paranor non verrà tuttavia cancellata, continuerà ad essere come Tradizione, per chi ne conserverà memoria, individuata da qualche parte nelle Pianure, forse cadrà a pezzi, forse sarà un giorno riaperta.
Un ideale saluto con l’avambraccio a coloro che hanno continuato ad aggirarsi da queste parti.
Alalà!
| inviato da paranor il 12/10/2008 alle 13:39 | |
24 settembre 2008
Claudia e Pamela non ve ne andate...
(corriere)Claudia Schiffer la sexy top model tedesca è la regina della birra. All’Oktoberfest di Monaco di Baviera, la birra e il tedesco, sono molto comuni, ma Claudia Schiffer è riuscita a rubare l’attenzione dell'evento di quest'anno. La bella 38enne è diventata la regina non ufficiale dell’Oktoberfest quando si è mostrata in un seducente abito tipico. La top model, tuttavia, è stata seduta tranquillamente con la sua birra a chiacchierare con gli amici. Così la leggendaria festa ha avuto già il primo personaggio famoso, Sabato, e ce ne saranno sicuramente molti di più all’Oktoberfest nelle prossime settimane. Pamela Anderson è tra quelli previsti...

...STIAMO ARRIVANDO!
| inviato da paranor il 24/9/2008 alle 23:9 | |
24 settembre 2008
La Bellezza e l'Idea, scolpite nel marmo

segnalato da noreporter
Comuni di destra e di sinistra si alleano per rivalutare il Razionalismo fascista delle Città di Fondazione
(LaStampa) In nome della riscoperta delle bellezze architettoniche del Ventennio hanno seppellito le polemiche ideologiche e il 26 settembre si incontreranno a Latina, a sancire l'alleanza delle “Città di fondazione”. Sono i Comuni “rossi” e “neri” che hanno deciso di rimettere a nuovo ex case del fascio, edifici pubblici e altri gioielli dell'architettura razionalista che riempiono i centri urbani nati in epoca fascista. Che fra i promotori ci sia l'amministrazione di Predappio, paese natale di Mussolini e teatro dei raduni dei nostalgici non deve trarre in inganno: Giorgio Frassineti, assessore all' urbanistica e anche alla memoria storica, è un esempio vivente di romagnolo di sinistra doc, ma non per questo vuole dimenticare i monumenti costruiti sotto il Regime. Al contrario, vuole valorizzarli e farne oggetto di interesse anche per i turisti. Ex diessino confluito nel Pd, membro di una giunta di centrosinistra racconta che l'idea è nata un paio di anni fa, quando nella casa di Mussolini era allestita la mostra del pittore futurista Uberto Bonetti: “In quell'occasione abbiamo invitato i sindaci di Latina, Torviscosa e Tresigallo, e abbiamo cominciato a ragionare su come valorizzare al meglio quello che l'architettura razionalista aveva lasciato nelle nostre città”. Dato che Latina aveva già avviato un progetto analogo su scala regionale, l'iniziativa ha preso un respiro più ampio, coinvolgendo prima Arborea e Alghero, per poi allargarsi ad altri 16 localiè, da Sestrière a Lametia Terme a Carbonia, tutti invitati fra qualche giorno a Latina per aderire al protocollo d'intesa “Città di Fondazione”. “Io voglio bene al mio paese, sono sempre vissuto a Predappio, e questi edifici li ho sempre sentiti come miei, giocavo a pallone dietro all'ex Casa del fascio - aggiunge Frassineti - quella razionalista era una grande architettura, e la riscoperta della grande architettura di quel periodo mi sembra un fatto del tutto naturale”. Negli Anni Settanta, ricorda l'assessore, rossi e neri venivano qui a darsele tutte le domeniche, ora però quei tempi sono finiti da un pezzo e comunque, ci tiene a precisare, “noi oggi parliamo solo di architettura”. Predappio nuova contende ad Arborea in Sardegna (che all'epoca si chiamava Mussolinia) lo scettro di prima città fascista, essendo stata fondata il 30 agosto del 1925. Oggi cerca di ridar vita agli edifici di quel periodo: in collaborazione con la facoltà di architettura dell'Università di Cesena, vuole creare un Centro di documentazione dell'architettura razionalista nell'ex casa del fascio.
Condanna unanime da Gianfranco Fini!
Per approfondimenti sull'architettura Razionalista, Il centro studi CESAR
| inviato da paranor il 24/9/2008 alle 22:37 | |
24 settembre 2008
Beh, Grazie...

San Cristoforo
| inviato da paranor il 24/9/2008 alle 22:31 | |
23 settembre 2008
La stagione della Volontà e del Ferro
Equinozio d'Autunno
da CentroStudiLaRuna
La morte annuale della natura e il risveglio delle forze interiori di volontà si bilanciano nell’equinozio d’autunno. Esso segna un’inversione di polarità nella manifestazione delle forze divine, che nei mesi precedenti si erano espresse principalmente nelle forme della natura, nella luce trionfante del giorno e che ora incominciano a pervadere la libera volontà dell’uomo. Quando la luce del mondo declina, l’uomo inizia a percepire sé stesso come portatore di una luce invisibile, non soggetta a tramonto. In tal senso il “dramma spirituale” dell’equinozio ricapitola e sintetizza la vicenda della storia sulla Terra: fine dell’età dell’oro, oscuramento del divino nella natura, sorgere dell’autocoscienza, senso individuale di solitudine cosmica e di responsabilità

Quel sentimento di malinconia, suggerito dalle foglie che ingialliscono e cadono, deve essere energicamente bandito. La nostalgia del passato, il lamento “tradizionalista” non si addicono all’uomo nobile (all’“arya”): egli sa che nel cosmo ciò che declina e muore è bilanciato secondo giustizia da ciò che sorge e si afferma. Nell’equinozio di autunno si celebra l’affermazione della volontà, la capacità “faustiana” di porsi obiettivi e di perseguirli.
L’elemento alchemico dell’autunno è il Ferro: al ferro materiale che ha forgiato la nostra civiltà tecno-industriale deve corrispondere il ferro spirituale della volontà, concretamente – e razionalmente – esercitata.
Gli Dei benedicono l’azione concreta, la volontà che si afferma in progetti ben definiti o che si volge alla formazione di sé (alla Bildung).
| inviato da paranor il 23/9/2008 alle 9:18 | |
17 settembre 2008
Uomo, ce l'hai facebook?
...Facebook?!?

facebook
| inviato da paranor il 17/9/2008 alle 22:2 | |
17 settembre 2008
Fini e la parte sbagliata
Dopo un attimo di iniziale smarrimento si è capito cosa intendeva il presidente della camera parlando della 'parte sbagliata': si riferiva al 'posto' sbagliato dove immergersi, come nel caso della sua gitarella con pompieri al seguito, all'isola di Giannutri...mannaggia presidente, sei antifascista ma un pò birichino...

| inviato da paranor il 17/9/2008 alle 21:53 | |
16 settembre 2008
Alitalia, quello che altre forze politiche non dicono...
...divise tra chi attacca i lavoratori, chi i sindacati autonomi, chi attacca tutti sperando nel fallimento, esercitandosi nella caccia ai presunti privilegi in uno degli sport preferiti dagli italiani, quello di denunciare i vantaggi altrui nascondendo i propri. Nessuno ricorda che Alitalia non crolla oggi, ma lentamente, in anni di gestioni fallimentari e clientelari, di continue marchette. Alitalia che licenzia, prepensiona, ma che continua ad assumere; Alitalia che regala pubblicità ovunque, anche sulla meno letta delle riviste politiche, tutte, da destra a sinistra; Alitalia che paga milioni di euro ogni anno a praticamente tutte le società di consulenza e revisione, che stilano piani industriali fallimentari, mortificando o perlomeno neanche valutando il proprio personale. Alla fine anche la più stakanovista delle puttane, a forza di fare marchette si spompa...
Merito a Casapound per l'iniziativa.

Questa mattina, Lunedi 15 settembre, in 40 città italiane, militanti di CASAPOUND ITALIA hanno riempito le principali fontane di bottiglie contenenti messaggi di aiuto. Messaggi di aiuto delle vittime dell'affondamento di Alitalia: i lavoratori che rischiano il licenziamento e le loro famiglie. La colpa della situazione di sfacelo della compagnia di bandiera è da attribuirsi esclusivamente alla politica e alla gestione clientelare di Alitalia. Alcuni dipendenti hanno avuto sì privilegi, ma non saranno di certo questi a pagare. Ad essere licenziati saranno come sempre i più vulnerabili e chi non ha “santi in paradiso”. Ma in tutto il paese si propaganda l'idea che la colpa sia dei dipendenti. Per mettere contro lavoratore e lavoratore, padri di famiglia contro padri di famiglia. Nessuno fra i dirigenti pubblici con stipendi da sei zeri che negli anni hanno contribuito al fallimento della compagnia pagherà mai. Nessun politico verrà colpito per aver usato Alitalia come “cosa propria”. Perché il progetto è sempre lo stesso: distruggere l'impresa pubblica per poi svendere ai soliti privati del capitalismo straccione italiano. Un film già visto che ha portato l'Italia a non avere più il controllo di telecomunicazioni e autostrade e che rivedremo ancora, quando si tratterà di svendere ferrovie e sanità pubblica. Invitiamo gli italiani ad aprire gli occhi e a solidarizzare con i lavoratori Alitalia che vivono in questi giorni ore drammatiche. Li invitiamo a riflettere su una nazione che non ha più una sua compagnia di bandiera e che ha perso il ruolo conquistato con gli immensi sacrifici degli italiani che ci hanno preceduto.
Gianluca Iannone www.casapound.org
| inviato da paranor il 16/9/2008 alle 9:59 | |
15 settembre 2008
Dieci mesi, tondi tondi...
..sperando che sia l'ultimo 'anniversario' trascorso senza che nulla sia cambiato. Dieci mesi fa un ragazzo veniva ucciso in modo volontario da un poliziotto senza aver commesso nulla: ricordiamo che quel ragazzo, Gabriele Sandri, un tifoso laziale, non è resuscitato, mentre l'assassino è tornato al proprio lavoro, che gli consente di portare la stessa pistola con la quale ha volontoriamente ucciso, senza attenuanti e, ancora, senza neanche l'inizio di un processo; e parliamo di omicidio volontario. Lo stesso stato che non ha ancora giudicato questo assassino, vorrebbe chiudere dentro una cella uno spettatore che lancia un petardo o una bottiglietta, senza neanche giudizio. Forse così si capisce meglio perchè questo stato non è credibile...
Intanto qualcosa si muove a livello di diffusione della verità su quello che è accaduto in quella domenica di novembre...

Cara/o amica/o di Gabriele,
ti scriviamo queste poche righe per informarti della prossima iniziativa indetta in nome del nostro amato Gabbo.
Trascorsi 10 mesi dall´assassinio di Gabriele Sandri, trovandoci a ridosso della ripresa del processo di Arezzo che vede imputato l´agente scelto della Polizia di Stato Luigi Spaccarotella (accusato di omicidio volontario), per rompere il muro di silenzio che inspiegabilmente è stato calato sul delitto dell´A1, ti informiamo che il 22 SETTEMBRE 2008 uscirà nelle migliori librerie d´Italia un LIBRO VERITA´ con l´obiettivo di ricostruire i tragici accadimenti dell´11 Novembre 2007, facendo finalmente chiarezza sui troppi equivoci legati al caso, contribuendo così anche alle attività della Fondazione Gabriele Sandri.
E´ importante sottolineare che il libro è stato autorizzato dalla famiglia Sandri.
Certi che tu possa accogliere favorevolmente la comunicazione, ti invitiamo a diffondere il più possibile questa notizia.
Grazie!
GIUSTIZIA PER GABRIELE
http://www.gabrielesandri.it
| inviato da paranor il 15/9/2008 alle 23:16 | |
15 settembre 2008
Come può uno scoglio...
...Arginare il mare?
9 settembre 1998 - 9 settembre 2008
Dieci anni fa, se ne andava uno dei più grandi interpreti delle nostre Emozioni.
| inviato da paranor il 15/9/2008 alle 22:58 | |
15 settembre 2008
L'8 settembre 1943...
...iniziava una guerra civile destinata ad insanguinare l'Italia almeno fino al 1946, e a dividere gli italiani per oltre 60 anni.
Le polemiche di questi giorni, ci ricordano che si tratta di una divisione che brucia infatti ancora oggi, alimentata dall'odio tutto ideologico dei figliocci e dei nipotini dei resistenti, un odio cieco che respinge ogni lettura storica, nel senso scientifico del termine, che non sia in linea con la lettura ideologica della storia del nostro paese imposta dai vincitori stessi. Al fine ovviamente di conservare la propria egemonia culturale, finita però ormai da tempo, come anche le ultime elezioni hanno dimostrato: lo spettro del fascismo storico, che si manifesterebbe ovunque, dalle scuole fino forse alle autostrade, non spaventa più nessuno, e questo ingenera nei volenterosi portatori di odio un insolito nervosismo, che li porta a rincarare ogni volta la dose, sempre più estremi, sempre più soli.
Il tempo qualcuno diceva, è galantuomo: non è stato così per i reduci della Repubblica Sociale Italiana, coloro che l'8 settembre furono 'vittime' del proprio orgoglio, che non vollero tradire l'alleato nè il proprio esercito; ragazzi cresciuti nel Ventennio, combattenti generosi per l'Onore d'Italia, e certo, anche per il fascismo, trattati come una immensa e unica massa di criminali.
Non è stato galantuomo ab contrario con le centinaia, forse migliaia, di criminali, che militarono nelle file partigiane, trattati invece come una unica massa di eroi, all'interno della quale rimasero impuniti migliaia di assassinii che nulla c'entravano con la guerra.
Non lo è stato con i cosidetti liberatori, gli angloamericani, che hanno provocato con i loro bombardamenti (che molti cresciuti nella scuola antifascista degli ultimi 60 anni attribuiscono invece ai tedeschi) migliaia di vittime tra i civili italiani, senza dimenticare i danni irreparabili ai monumenti e all'architettura di decine di città e cittadine italiane del centronord; crimini di guerra, questi almeno, rimasti impuniti.
Non lo è stato con le decine di vittime dell'antifascismo militante, che specie dal '68, oltre ad essere il pretesto per emarginare una intera area politica, ha casuato decine di vittime.
Chi ha pagato troppo, chi non ha pagato e non pagherà mai.
Questo ovviamente non per fare di tutta l'erba un fascio, la guerra brutta e cattiva, tutti criminali e quindi tutti assolti. Il contrario: le distinzioni sono necessarie, i fatti, le prospettive, analizzati tutti, per formare un giudizio più complesso, che non utilizzi le categorie morali del buono e cattivo, della cattiva e della buona fede (esiste anche una archeologia delle coscienze da recuperare nelle fosse?), ma quelle storiche dei fatti e dei documenti, delle cause e dei comportamenti, delle conseguenze.
Tutto quello di cui insomma i sacerdoti dell'odio antifascista temono, perchè ogni mattoncino di quella verità storica morale che si sono costruiti che si sgretola rischia di inclinare il muro della cittadella all'interno del quale si sono chiusi, travolgendoli. Paura.
8 settembre
antifascismo
| inviato da paranor il 15/9/2008 alle 22:26 | |
27 agosto 2008
Un'altra città è possibile...
...come l'amministrazione di Livorno coniuga ideologia e idea di decoro e bellezza della città...si, bellezza...
da Corriere.it
Livorno: giù il cinema futurista, si fa il parcheggio
SCOPPIA LA POLEMICA A LIVORNO. anche sgarbi scende in campo
Giù il cinema futurista, si fa il parcheggio
«E le macchine passeranno davanti alla tomba di Smollett, uno dei più grandi scrittori britannici»
LIVORNO - L’ultima ruspa ha fatto arrabbiare anche Vittorio Sgarbi. «Stanno distruggendo una delle testimonianze più importanti dell’architettura cinematografica del Novecento», ha detto il professore. E subito dopo sono arrivate raffiche di proteste, appelli per bloccare il progetto Odeon, ovvero lo smantellamento di uno dei cinema più belli di Livorno, in pieno centro città, progettato dall’architetto futurista Virgilio Marchi.
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| Il cinema Odeon | DAL CINEMA AL POSTEGGIO - L’Odeon, con un finanziamento di 6 milioni di euro, sta per essere trasformato in un posteggio da 600 auto. Un progetto indispensabile per cambiare la viabilità del centro diviso in due dalla chiusura di Piazza Cavour. Eppure i lavori “salva traffico” per molti sono un oltraggio estetico. E anche in insulto al Futurismo alla vigilia dei festeggiamenti (nel 2009) della nascita del movimento con il famoso manifesto di Marinetti.
COLORE POLITICO - C’è chi poi dà alla “furia demolitrice” una connotazione politica: «Se Marchi avesse avuto la tessera del Pci forse l’Odeon sarebbe stato salvato – sostiene Marcella Amadio, consigliere regionale e comunale di An-Pdl -. Livorno ha salvato il teatro San Marco semidistrutto dai bombardamenti (anche se lo sta conservando nel modo peggiore), ma è riuscito ad abbattere la casa di Mascagni (anche lui con la tessera del Pnf) e a lasciare in assoluto stato di abbandono il mausoleo della famiglia Ciano. C’è quasi una mania iconoclastica, Livorno non riesce a conservare e a mantenere le memorie del proprio passato. Faremo un libro bianco sugli scempi architettonici di questa città».
L'AUTO DAVANTI ALLA TOMBA DI SMOLLETT - Il progetto parcheggio non interessa soltanto cinema futurista. «Le auto passeranno davanti al cimitero monumentale degli inglesi – spiega Dario Matteoni, ex assessore (Pd) alla Cultura del Comune, storico dell’arte della Sovrintendenza per i beni cultura di Pisa e di Livorno - una testimonianza del Seicento e del Settecento, qui è sepolto Tobias Smollett, uno dei più grandi scrittori e poeti britannici. Nel cimitero arrivarono in visita Dickens e Cooper». Le ruspe hanno già sventrato la parte posteriore dell’edificio dalla forma rotonda e oggi è rimasto in piedi solo la bellissima facciata. «Che non sarà abbattuta ma valorizzata – spiega Riccardo Vitti, presidente della Spil, la società a maggioranza del Comune che segue il progetto -. Qui nasceranno centri di estetica, uffici, insomma servizi. E’ stata invece abbattuta la parte anonima, senza alcun valore artistico».
LA POLEMICA - L’ex assessore Matteoni non è d’accordo. «Ciò che è stato già abbattuto non era affatto anonimo. Marchi era riuscito a coniugare la funzionalità dell’impianto, l’ottimo assetto acustico con la raffinatezza delle soluzioni architettoniche, particolarmente apprezzabili nel foyer ellittico e nella struttura parabolica di copertura. Recentemente si è voluto ritrovare nel cinema livornese memoria del progetto presentato da Marchi nel 1934 al concorso per il Palazzo Littorio, una combinazione di verticalismo e di forme sferiche, tutto segnato da evidente matrice classica».
Vittorio Sgarbi è contrario ad abbattimento e ristrutturazione: «Qualunque intervento cancelli la memoria storica di un edificio architettonico va bloccato. E’ un atto di barbarie, di inciviltà. Un cinema è il riferimento di una comunità e oltretutto l’Odeon ha una valenza architettonica di prestigio. Trasformarlo in un parcheggio è un atto di barbarie. A Milano hanno abbattuto lo stabilimento Alfa Romeo: aveva 100 anni, ci hanno fatto una rotatoria. Uno scempio».
Quella dell’Odeon sembra un po’ la storia di Nuovo Cinema Paradiso. Con due differenze, sostanziali. La prima è che nel film di Tornatore si abbatte un piccolo e insignificante (ricordi a parte) cinema di paese, a Livorno si cancella uno dei pochi monumenti sopravvissuti a bombardamenti e piani regolatori. La seconda differenza è che l’abbattimento dell’Odeon è reale e non virtuale come nella pellicola premio Oscar.
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| L'interno del cinema Odeon | SCEMPIO ARCHITETTONICO - L’assalto all’Odeon è solo l’ultimo scempio architettonico nella storia recente di Livorno. Una città martoriata dai bombardamenti e ricostruita in modo pessimo. Le demolizioni eccellenti sono sconcertanti. Negli anni Settanta si decide di abbattere la casa natale di Mascagni, nella Piazza Cavallotti cuore della città. Al suo posto si costruisce un orribile palazzo rosso. Non si salva neppure il Politeama, cinema-teatro dove aveva debuttato Beniamino Gigli, raso al suolo per un altro palazzone senza gusto estetico. E ancora le ruspe abbattono la villa Attias, mirabile esempio di architettura neoclassica, per costruire un parcheggio sotterraneo e un palazzo dove c’è un grande magazzino.
Poi ci sono le dimenticanze architettoniche. Clamorose. Il teatro San Marco, dove nel 1921 nacque il Pci di Gramsci e Bordiga, non è stato ricostruito e la facciata, l’unica ad essere rimasta in piedi, oggi ospita un asilo. La casa natale di Amedeo Modigliani è stata cancellata dalla toponomastica della città, sino a quando un lodevolissimo privato amante dell’arte, Giorgio Guastalla, l’ha acquistata di tasca propria per salvarla dall’incuria. La casa dove nacque Giorgio Caproni, uno dei più grandi poeti del Novecento, che a Livorno ha dedicato poesie e scritti, è stata dimenticata sino a un anno fa. Oggi è chiusa (appartiene a un privato) ma è stata posta una targa di memoria sulla facciata. E’ poco, ma sempre meglio di una ruspa.
Marco Gasperetti
| inviato da paranor il 27/8/2008 alle 9:45 | |
20 agosto 2008
Forever Drunken Nights
dall'ottimo OAG1701

Ronnie Drew aveva 73 anni ed era una leggenda della musica irlandese. Non serve aggiungere altro per rendere omaggio al fondatore dei The Dubliners, uno dei gruppi più divertenti ed alcolici del panorama musicale mondiale, basti ascoltare, tanto per citare una sola canzone, "Seven drunken nights". Nel 1990 i Dubliners avevano inciso insieme ai Pogues "Jack's Heroes" dedicato alla nazionale dell'Eire in vista dei mondiali di calcio italiani... Provate a guardarvi il video! Ultimamente le sue condizioni di salute erano peggiorate e molti musicisti irlandesi, tra i quali Shane McGowan, gli U2, Sinèad O'Connor, i Grateful Dead, Christy Moore, Bob Geldof, i The Chieftains, avevano inciso in suo onore "The Ballad of Ronnie Drew". Ronnie alza ancora molte pinte per noi! RIP
And as usual, the drinks are on Ronnie. Here's to the Ronnie, the voice we adore Like coals from a coal bucket scraping the floor Sing out his praises in music and malt And if you're not Irish, that isn't your fault Raise up our voices like dogs in a pack Thankful for honest men we never lack We got 'em by twenties, we got 'em by ones Them and their daughters and all of their sons Here's to you, Ronnie Drew Here's to you, Ronnie Drew Ronnie Drew, we love you, yes we do Here's to you, Ronnie Drew, here's to you And what's it to any man whether or no' Whether I'm easy or whether I'm true As I lifted her petticoat easy and slow And I tied up me sleeve for to buckle her shoe Get up and go at it, five until five When the whistle says beat it we come back alive He'll sing to the heavens, he's stormy as hell And wherever he goes, we'll be wishing him well Here's to you, Ronnie Drew Here's to you, Ronnie Drew Ronnie Drew, we love you, yes we do Here's to you, Ronnie Drew, here's to you The dawn and the dust, the wise, the unjust Kids in gambling games The unheard, the unseen, the unwashed and the clean Where the streets all have names Baggot Street, Leeson Street, right on to Stephens Street With lovers and loners who can hear all intoners The goths and the ravers, immigrants and traders Sing out Ronnie Drew A life for a life or a hand for a hand Trust in the music and strike up the band The more that we sing the less that we fight Time and again this is proved to be right Build you a statue on St. Stephen's Green No fairer monument ere to be seen The statue of Ronnie Drew holding the hand Of a girl with her hair in a black velvet band Here's to you, Ronnie Drew No stranger to devils or angles to tell Here's to you, Ronnie Drew A friend of a friend of a friend of a friend of a friend to you Ronnie Drew, we love you, yes we do Here's to you, Ronnie Drew, here's to you Here's to you, Ronnie Drew, here's to you, Ronnie Drew Here's to you, Ronnie Drew, here's to you, Ronnie Drew And what's it to any man whether or no' Whether I'm easy or whether I'm true As I lifted her petticoat easy and slow And I rolled up me sleeve for to buckle her shoe
| inviato da paranor il 20/8/2008 alle 16:28 | |
14 agosto 2008
Incroci pericolosi on tour

Camuyva, Kemer, Turkey
| inviato da paranor il 14/8/2008 alle 19:39 | |
14 agosto 2008
Uomo che film è?
Con dedica ad A., F. e M.
| inviato da paranor il 14/8/2008 alle 19:33 | |
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